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Stigmamente -IJMH's Mission
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Stigmamente - IJMH Italian Journal of Medical Humanities
Registrazione presso il Tribunale di Foggia n. 9.2010
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Un medico, un uomo. La citazione cinefila porta lontano. Il primo giorno di lezione, al primo anno di medicina, nel rituale discorso di apertura viene detto che un buon medico deve sapere, saper fare e saper essere, le difficoltà sono in crescendo. La psicologia clinica sostiene che il primo farmaco somministrato da un medico è il medico stesso. Le istanze odierne della società civile nei confronti della classe medica chiedono a gran voce che ci si focalizzi non solo scientificamente, ma anche antropologicamente ed emotivamente sulla qualità della vita. Necessaria, insieme all’etica, è ormai la comunicazione.
Le abilità relazionali un tempo lasciate all’approfondimento del singolo medico ora obbligatorie, vengono codificate in corsi di studi e master. Possiamo affermare che ai tre “saperi” del buon medico va aggiunto un quarto: il saper comunicare. Accanto all’informazione accurata e aggiornata l'Italian Journal of Medical Humanities fornirà un’informazione attenta al “come” si comunica. Se la medicina è un’arte puntuale, sobria ed esigente che non si smette mai di perfezionare, allo stesso modo la comunicazione non costituisce negotium meno impegnativo. Ecco spiegati allora il medical advertising e il learning enterteinment come architetture cognitive per una capacità integrata e innovativa di affrontare le relazioni d’aiuto nel terzo millennio.
Luigi Starace
Direttore Responsabile
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La Mente al Cinema /Mind on Screen 2010 IIIediction
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La Mente al Cinema
La Mente al Cinema è una sezione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia dedicata al mondo della psiche. Nata nell’ottava edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia per offrire una prospettiva diversa, non politicizzata, meno concettuale e cognitiva bensì più empatica e coinvolgente sul mondo della psiche.
Il termine ultimo per candidare i propri lavori è l’8 Dicembre 2010 ed è possibile presentare 2 proposte per sezione.
“MIND” è dedicata ai lavori che trattano del rapporto tra cinema e psiche, sotto ogni sfaccettatura possibile e immaginabileSi possono inviare al massimo due lavori realizzati dal 2008 in poi. Non ci sono limiti di durata. Non verranno accettati lavori in cui la malattia mentale sia usata per giustificare violenza su se o su altri.
“HUMANITIES” tutto ciò che è medicina ma non è medico è dedicata ai lavori che trattano dell’umanizzazione della medicina e di tutto ciò che gravita intorno alla medicina ma non è medicina. Si possono inviare al massimo due lavori realizzati dal 2008 in poi. Non ci sono limiti di durata. Non verranno accettati lavori in cui la malattia mentale sia usata per giustificare violenza su se o su altri.
"DARK SIDE" (il lato oscuro dell’uomo meno la follia)
è dedicata ai lavori di genere (thriller, noir, horror, ecc…) che raccontano il lato oscuro e viscerale dell’uomo. Si possono inviare al massimo due lavori realizzati dal 2008 in poi. Non ci sono limiti di durata. Non verranno accettati lavori in cui la malattia mentale sia usata per giustificare violenza su se o su altri.
I lavori saranno promossi anche con un web streaming su www.Cinemadonia.it.
Per partecipare occorre iscriversi on line a questo gruppo e far arrivare i lavori in 5 copie dvd entro l’8 dicembre
per iscriversi alla sezione MIND/to subscribe to MIND section:
http://cinemadonia.ning.com/group/mind?xgi=2elYsq1as7n8WR&xg_source=msg_invite_group
per iscriversi alla sezione HUMANITIES/ to subscribe to HUMANITIES section:
http://cinemadonia.ning.com/group/humanities?xgi=4sYWaCJsOa7gbi&xg_source=msg_invite_group
per iscriversi alla sezione DARK SIDE: to subscribe to DARK SIDE section: >br> http://cinemadonia.ning.com/main/authorization/signUp?target=http%3A%2F%2Fcinemadonia.ning.com%2Fgroup%2Fdarkside2010
works must to be send to:
STIGMAMENTE APS (Social Promotion non profit Association) viale Beccarini 38, 71043 Manfredonia, Italy
for info: write to Luigi Starace (Art Director) direttore@stigmamente.it mobile: +39 349 1543854
Associazione Stigmamente, viale Beccarini 38, 71043 Manfredonia, Italia
Per ulteriori info: direttore@stigmamente.it
cell. 349 1543854
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Congresso Nazionale SIPS Società Italiana Psichiatria Sociale
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Campionati Italiani di Nuoto FISDIR 2010 - photo report by Luigi Starace (cliccare sulla immagine)
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-E' un'esperienza intensa- pensavo mentre vedevo scusciare i ragazzi sull'acqua. Come giovane coppia desideriamo un filglio, ma abbiamo ricevuto già dai parenti e dal mondo intorno molte pressioni e dubbi sulla salute del futuro piccolo. Cosi tante le fobie (altrui) istillate e una valanga di test di screening da compiere. Da essere accolti a doversi difendere con un "passaporto" biologico già nella pancia: un pensiero terribile nella sua presunta "prevenzione". Con questo motu animi arriviamo a Pugnochiuso, io fotografo lei scrive per il locale. Da ex atleta ritrovo l'atmosfera dei giochi della gioventù, cosi più che pensare di raccontarla, penso sia il caso di viverlo questo sabato di sport puro e limpido, senza aggressività e con tanti sorrisi che solo un occhio molto distratto non legge come conquista nel quotidiano. -E' questo il mondo possibile- pensiamo noi futuri genitori e ci piace questa filosofia, che si può essere i numeri uno, due, otto in vasca. Tutti numeri equipollenti in fondo, tutti, tranne che uno zero.
Le neuroscienze e la psichiatria hanno trovato un accordo ex juvantibus, ossia dettato dalla ragion pratica dell'efficacia: è il modello bio-psico-sociale. La salute (la salute e non la malattia) mentale è il prodotto dell'interazione degli elementi ereditari (DNA), dello sviluppo della personalità e dell'ambiente intorno. La salute mentale (di tutti) è quindi diventata di pertinenza anche dell'antropologia, della sociologia e presumibilmente anche della medicina. L'accento polemico è dato dal fatto, articoli e statistiche alla mano, che i medici sono quelli che meno pensano alla salute della mente e meno ne vogliono sentir parlare, quando non vengono assunti atteggiamenti francamente stigmatizzanti (tutto documentabile con una semplice ricerca su PubMed).
Premesso ciò lo sport dimostra quanto il modello bio-psico-sociale sia nel giusto e i pregiudizi erronei. Nel report fotografico se non sapeste che gli atleti sono tesserati FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità INtellettiva e Relazionale), ci avreste mai pensato? Certamente no!
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Stigmamente @:-) Italian Journal of Medical Humanities marzo 2010 Diversità
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Primavera dei diritti Bari febbraio 2010
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La Mente al Cinema è una sezione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia dedicata al mondo della psiche. In tutta Italia non c’è nessun altro festival del cinema che preveda una sezione permanente dedicata alla mente. Esistono rassegne ed eventi singoli, ma nessuno organico ad una realtà concorsuale più ampia. Da anni infatti si è cercato di offrire una prospettiva diversa, non politicizzata, meno concettuale e cognitiva ma più empatica e coinvolgente sul mondo della psiche.
La giuria della sezione “La Mente al Cinema” presieduta da Elisabetta Marchiori (SPI, Società Psicanalitica Italiana) e composta da Gabriella Alleruzzo (OPM, Osservatorio Psicologia nei Media), Pia Soncini (UICC, Unione Circoli del Cinema), Antonello Bellomo (Cattedra di Psichiatria Università di Foggia) e Luigi Starace (Stigmamente.it) assegna il Premio in ex aequo 2009, IX ed del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, alle opere: “L’eredità di Marinella” di Roberto Quarta e “Come si dice?” di Cristian Benaglio.
“L’eredità di Marinella”
Questa opera di genere documentaristico ha il pregio di utilizzare il mezzo cinema per raccontare la Còrea di Huntington, una malattia genetica rara, riuscendo al contempo ad esprimere la tragicità della solitudine che coinvolge le persone che ne soffrono e le loro famiglie, trasportando lo spettatore in un processo di autentica immedesimazione.
Un uso consapevole della macchina da presa permette di vivere profondamente le emozioni della protagonista, Marinella. Queste caratteristiche sono associate all’accuratezza dell’informazione scientifica che risulta essenziale e comprensibile al grande pubblico. Al termine della visione lo spettatore porta con se un’eredità di conoscenza e di emozioni nuove e profonde. Auspichiamo che il premio possa favorire la diffusione di quest’accurato lavoro sensibilizzando il pubblico a questa problematica particolarmente difficile da comprendere ed affrontare.
Sinossi:
Roberto Quarta, psicologo e filmaker intervista la signora Lina che è al centro di un dramma umano che cominciò con la suocera considerata pazza, il marito alcolizzato e violento e che termina con la figlia Marinella che all’età di 36 anni cominciò a manifestare lo stesso comportamento della nonna e del padre. La Còrea di Huntington è la risposta che la signora Lina troverà per dare senso alla sofferenza che ha attraversato la sua vita e le persone a lei più care. Anno 2008
“Come si dice?”
Si tratta di un cortometraggio che in otto minuti riesce a rendere una compiuta narrazione in modo asciutto ed essenziale, senza elementi superflui
E’ la storia di un incontro tra un giovane sofferente ed un prete, che con ritmo incalzante fa emergere un disagio psichico profondo connesso ad esperienze traumatiche e ad una vulnerabilità personale.
Il giovane con il suo ripetitivo “Come si dice?” spinge il prete a restituirgli la parola che gli manca, assumendo una funzione maieutica. Questo permette al giovane di raccontare la sua storia e di svelare il proprio mondo interiore, spezzando la ripetitività e aprendo la possibilità a formulare una nuova domanda “Perché?”. L’autore grazie anche alle ottime capacità degli interpreti, riesce a mettere in scena in pochi minuti ciò che un trattato di psichiatria spiega in centinaia di pagine.
Lo spettatore viene messo nella condizione di sperimentare empaticamente dinamiche psichiche cui difficilmente può avere accesso attraverso la parola senza un’efficace mediazione delle immagini.
Sinossi:
Un prete, mentre apre il bar della chiesa parrocchiale, vede un uomo che lo stava aspettando. Cristian Benaglio, giovane filmaker indipendente racconta il loro inusuale incontro e la conversazione che intrattengono. Anno 2008.
Considerazioni finali della Giuria:
Le opere che abbiamo visto e di cui abbiamo discusso durante la riunione di giuria sono state giudicate complessivamente valide ed interessanti, e ne sono state individuate diverse (oltre a quelle premiate) che meritano senz’altro promozione e visibilità. La sezione “La mente al cinema” è a nostro avviso di un’occasione unica in Italia per poter discutere con un pubblico ampio e non necessariamente di professionisti che lavorano sul disagio psichico, di tematiche che spesso toccano le persone da vicino ma sulle quali non sono offerti spazi di riflessione, comprensione e pensabilità. In questo modo purtroppo continuano a rafforzarsi fenomeni di intolleranza, emarginazione e stigmatizzazioni verso le persone sofferenti e i loro familiari.
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Harry Potter e il Musatti's Eye
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Harry Potter e il Principe Mezzosangue: il Musatti’s Eye.
Luigi Starace
Sono in fila al botteghino per il sesto episodio di Harry Potter. Gli adulti sono mosche bianche, anche più appariscenti dei propri ciuffi e crini canuti immersi nella varietà multicolor dell’intera fila. Qualche matusa ha portato i figli: traspare così un entusiasmo per la prima proiezione, ore 16 sul fuso orario subtropicale di Foggia (uno in più di Howgarths), più paterno che filiale. Di fatti l'anteprima è un concetto da anni 80, quando vedere prima era prioritario sul veder meglio. Nowadays in piena rip-culture, con maxischermo portabili anche in campeggio e connessi al mondo con la chiavetta usb per lo streaming - perché - un (fisicamente) adolescente dovrebbe affannarsi in primo pomeriggio con 34 gradi all'ombra per la fila al botteghino? Cerco una risposta sui visi intorno. La trama, oltretutto è nota, arcinota, stranota. A far compagnia a quest’adolescente di oltre 100 chili che scrive ci sono i ragazzi di maria, del fratellone e anche, bello e importante, cittadini europei stabilmente e presumiamo “legalmente” residenti in Italia. Carrozzino compreso di fratellino "a branca impresa". Ricordo ancora la serata in cui vidi al cinema Dune, sei mila lire, e immagino come potranno essere i ricordi del ragazzino fra 10 anni a rievocare l'Italia insieme alla bacchetta di Harry. Quando i miracoli non accadono, rimane solo la fata turchina o Albus Silente, poco importa (meno male) che farà outing nella prossima anteprima fra un anno. Penso alla trama del libro rinfrescata grazie alla buon vecchia wikipedia: è l'episodio in cui il male acquista una matrice d'origine riconoscibile, dall'essere overspread e sommessamente ovunque viene ricondotto ad una linea storica, con un passato, presente e futuro (ergo identificato e storicizzato). Probabilmente è il più interessante della serie, l'apice. Non è lo scontro finale bensì la negazione del proprio se negativo e l’inizio della collaborazione (ma non cooptazione) del vecchio col nuovo (uomo-maghetto). L’omicidio viene descritto come una frammentazione dell’anima e il senso di colpa dell’esser vivi come diretta conseguenza di ciò attanaglia il protagonista: il bene conseguenza del male. Mi dico che forse vale la pena vederlo sto’ film, anche per apprezzare come verranno svolti i nodi narrativi. Pago, senza sconto giornalisti, questa volta non è concesso ed entro nella sala più grande del multisala.
I rumors cominciano subito, pop corn e ritardatari movimentano i promo. Comincia il film, ovazione di metà sala e poi, poi…più nulla. Cioè la pellicola scorre, lo schermo si anima, ma la sala si spegne dopo i primi venti minuti. Una sciatteria. I bisbigli e i commenti live dei vicini di posto aumentano, intenti a spiegare al genitore accompagnatore quanto accaduto nei precedenti film, e il genitore ancor più acutamente ed educatamente intento a voler capire subito. Se nei primi minuti erano un fastidio, dopo la prima mezz’ora diventano un toccasana e il vero intrattenimento “in sala”. La ragazzina a sinistra ha la sua versione dei fatti, mentre il nerd in erba a destra è un chiaro sostenitore del clan cattivo. Il tutto mentre maggiorenni ben identificabili da un tono di voce testosteronico sciorinano una conoscenza da scriba non solo della storia, entusiasmante sullo schermo quanto una miccetta per soldatini di piombo, ma dell’ambiente, dei luoghi e di tutto il background, costruito dalla scrittrice o dai forum in rete. Una tale passione, mi dico, andava coinvolta, non anestetizzata dai quattro movimenti di camera in piano americano su attori verosimilmente reduci da una puntata fiume del Maurizio Costanzo Show mattina. Sesso, no grazie (in fondo sono maghetti inglesi, al contrario dei coetanei babbani che negli ultimi anni hanno avuto un aumento delle malattie sessualmente trasmesse del 400%). Anche il bacio, dopo un’ora abbondante di proiezione, fra Harry e la sua futura compagna di una vita viene accolto con indifferenza dalla platea (e anche la scena primordiale è bruciata). Sensualità, magari sublimata nei volteggi delle scope volanti, nisba.
Che delusione per i ragazzi coetanei del trio, cresciuti anno dopo anno col mondo parallelo in cui esistono anche i mezzi binari, le mezze misure, le diverse gradazioni di bontà o malvagità...e tutto quello che gli si riesce a proporre sono due ore e mezza di una versione sofisticata del maggior successo di Franco Califano...
Concludendo: il film va visto, per un ripasso di psicologia sociale. Mi viene da pensare ad un esperimento fatto da Cesare Musatti, uno dei primi psichiatri al mondo ad occuparsi di cinema e psiche: guardare i volti dei ragazzi mentre assistevano a Biancaneve della Disney. Musatti scoprì che l’identificazione proiettiva non seguiva necessariamente la morale della storia, anzi riferì d’aver osservato anche tratti di compiaciuto sadismo. Harry Potter va visto con il Musatti’s Eye, non c’è dubbio. Naturalmente il regista è stato confermato per girare il prossimo e conclusivo film doppio: Harry Potter e i doni della morte. Omen nomen, sartriana però.
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Un atto dovuto alla democrazia
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Vi segnaliamo questo link: http://www.spreadpersepolis.com/

La disegnatrice da anni racconta un altro Iran e nel suo primo libro Persepolis, anche se sono fumetti è letteratura, la Satrapi descrive con efficacia il suo mondo di provenienza, la difficoltà all'impatto con l'occidente (non per motivi religiosi) tanto che decide di tornare a casa. Nel sito c'è naturalmente il tema delle attuali elezioni e dei rumors di un popolo che val la pena di conoscere oltre il common sense.
C'è un altro motivo per cui ve lo segnalo: il social advertising, ossia la comunicazione sociale, cosi come ora agisce, in forme ibride di media (in questo caso: cartaceo-web-social network-web-cartaceo) e con percorsi molto più accessibili a tutti e a costo bassissimo. Di converso occorrono idee e la capacità di convergere, collaborando, dal proprio sapere verso una "comunicazione" che, hai visto mai, oggi è più formazione che altro.
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ARIAQUA - Viaggio nel mondo dell'HOMO IDIOPATHICUS
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Ariaqua, viaggio nel mondo dell"Homo Idiopathicus"
Luigi Starace
Ariaqua è un viaggio per suggestioni visive nel mondo dell’uomo idiopatico (homo idiopathicus). L’aria e l’acqua sono dei quattro elementi naturali i plasmatori più radicali.
La macchina biologica con la respirazione e la circolazione ha domato, ibridato e finalizzato questi due elementi per la propria sopravvivenza, invertendo il senso, erroneo, della ricerca alchemica, per la quale nella purezza dell’elemento si celerebbero i segreti dell’esistenza.
La tentazione del pensiero alchemico, del ritorno al puro, geometrico e inscindibile senso unitario e superiore delle cose ciclicamente torna ciclicamente, sotto mentite spoglie di varie panacee e progressi tecnologici psico o fisio dopanti, ma purtroppo non c’è taumaturgia possibile che non passi per la conoscenza euristica e cibernetica del costrutto biologico nel “rispetto” per il corpo. L’uomo, il miglior promoter desossiribonucleico, ne è la dimostrazione: corpo che andrebbe più amato e compreso, sviluppato e contenuto, ma soprattutto non indicato con pronomi possessivi in prima persona. Il “mio corpo” è una tautologia cosi come l’espressione “umanizzare la medicina”. Non esiste, purtroppo, una medicina non umana. In questa contraddizione semantica è alloggiata la nicchia evolutiva dell’Homo Idiopathicus.
Viaggio da “homunculus” a “idiopathicus” quindi: il passaggio non è scontato, tutt’altro e una proposta di direzione è proprio la finalità della mostra.
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MediciMiei e lo scivolone morale sulla Sindrome di Tourette
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Su segnalazione del dott. Eugenio Loddoni della AST-SIT Sardegna ci occupiamo della fiction "MediciMiei" in onda su Italia1 a proposito della grave e scorretta bollatura della Sindrome di Tourette come "La malattia dei deficienti". Per leggere la lettera di protesta inviata dall'Associazione Sindrome di Tourette "siamo in tanti" all'emittente e ai vari Enti Morali ( Ordine dei Medici, Ass. Malati ...) e relativa discussione andare qui.
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Quando i Media fanno manbassa: oltre lo stereotipo, le offese
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19 gennaio 2009
Purtroppo un'altra occasione per fare edutainement, ossia intrattenimento educativo, è sfumato. La serie di Italia1, MediciMiei, l'abbiamo vista a settembre,le sue prime due puntate, ricevendo nessun particolare guizzo o stimolo, se non quello di cancellare il timer di programmazione per le future puntate. Più rapidi furono gli esperti del palinsesto della stessa rete, che sospesero la serie. A ragion veduta: la maggior parte delle gag erano posticcie, quando non semplicemente "tradotte" dagli espisodi di "Scrubs". Un esempio per tutti: vengono riproposte le stesse situazioni paradossali in ospedale (corse di carrozzelle) ma con un ritmo molto più lento e quindi annullate nell'effetto comico rispetto al giocattolo ad orologeria di Bill Lawrence. In Scrubs i medici superano appena i trenta e il loro agire goliardico nasce da motivazioni che vengono sviluppate, a volte con viraggi bruschi ma efficaci, in drammi: la frustrazione sul lavoro, il senso di inadeguatezza davanti all'impossibilità di guarire, il rapporto necessario e conflittuale con i colleghi e, last but not least, un rispetto da sacralità laica per i malati e il loro vissuto. Ecco pechè Scrubs rientra nel genere del Medical Drama di cui parliamo nei nostri seminari e nei master di formazione sulla comunicazione in medicina. I pazienti del Sacred Hearth vengono coinvolti nelle bislacche situazioni, ma mai banalizzati o derisi per la loro affezione. Peccato che gli sceneggiatori di "MediciMiei" abbiamo saltato, per distrazione certamente, quelle puntate. Scrubs ha sei sceneggiatori che si correggono a vicenda, we, the italians, siamo più bravi ed evitiamo gli sprechi, così ci può scappare di definire la Sindrome di Tourette come "La malattia dei deficienti". E' una definizione, seguendo l'etimologia del participio usato, che in effetti esprime una"mancanza" ma per questa volta non a carico dei malati. La sindrome di Tourette è stata più volte imbrigliata in situazioni dal risvolto comico, come nel film per teenager "Non è la solita commedia adolescenziale americana" del 2001 in cui una cheerleader affetta dalla Tourette coinvolge il pubblico in un coro da stadio molto scorretto (il gruppo acquisisce il tratto della malattia e la ragazza passa dall'imbarazzo al senso di appartenenza) risultando molto cool. Gli appassionati di telefilm ricorderanno inoltre l'episodio della serie Ally McBeal (Ragionevole dubbio) in cui l'imputata è una ragazza affetta dalla Tourette e preferisce essere accusata di omicidio piuttosto che veder riconosciuta la natura della sua malattia. Stupisce allora la stigmatizzazione gratuita e l'ignoranza, puramente medica, degli addetti ai lavori, che di telefilm si nutrono: suona come un requiem autosomministrato per una serie moribonda.
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